Uscito nelle sale il 6 agosto, l’ultimo film di Zach Cregger, ha stupito pubblico e critica per diversi motivi: Weapons combina una tensione emotiva crescente, con un’indagine progressiva e ricca di colpi di scena; il risultato è un film che ti tiene incollato allo schermo, dall’inizio alla fine, lasciandoci anche quel briciolo di inquietudine finale classica di quei titoli che ti rimangono in testa a lungo.
Weapons in sintesi (e senza Spoiler!)
Tutto sembra tranquillo nella cittadina di Maybrook, in Pennsylvania. I ragazzi vanno a scuola, accompagnati dai propri genitori, una nuova insegnante (Justine Gandy) è arrivata in città pronta ad inserirsi e tutto sembra seguire il naturale corso degli eventi.
La tranquilla facciata dura, però, ben poco: la voce narrante di una bambina ci introduce alla storia, stabilendo subito un tono da fiaba oscura che inquadra il racconto come una leggenda maledetta che sta per accadere…
Alle 2:17 della notte, infatti, 17 bambini appartenenti alla stessa classe della scuola elementare di Maybrook scompaiono – o meglio, si tratta di un vero e proprio esodo di massa. Il regista mostra il momento esatto in cui questo avviene, lasciando lo spettatore basito da un evento tanto disturbante, quanto inspiegabile. Ed è proprio attorno a questo evento che gira tutto il film.
La mattina successiva, vediamo Justine recarsi a scuola come tutte le mattine. In classe, però, c’è solo Alex. Sono scomparsi tutti, tutti tranne Alex. Essendo gli unici due “superstiti” all’interno della classe, i sospetti ricadono subito su di loro. Soprattutto su Justine, l’ultima arrivata all’interno della comunità di Maybrook. Da qui, inizia un percorso lungo e tortuoso, che ci porterà alla scoperta finale del mistero.
Un racconto, tante prospettive
Cregger utilizza un espediente narrativo molto arguto che è ciò che probabilmente dà quella spinta in più a tutta la pellicola: decide, infatti, di farci vedere gli avvenimenti successivi alla scomparsa dei bambini da diverse prospettive. Nello specifico, il film è diviso in 6 capitoli, ognuno raccontato dal punto di vista di un personaggio:
- Justine: l’insegnante, appena arrivata in città, è la prima persona che seguiamo all’interno del racconto. Dal difficile ambientamento in una nuova comunità, fino alla sua complessa vita privata, Justine (interpretata magistralmente da Julia Garner) è senza dubbio uno dei personaggi centrali di Weapons;
- Archer: padre di Matthew, lo vediamo continuamente assorto nei suoi pensieri e avvolto da un perenne senso di colpa. Archer, interpretato da Josh Brolin, è preso come “portavoce” dei sentimenti dei genitori che hanno visto scomparire i propri figli. È dominato da rabbia, disperazione e dolore, ma non perde la determinazione nel cercare una risposta alle sue domande.
- Paul: un poliziotto di Maybrook con problemi di alcolismo e degli intrecci scomodi tra lavoro e vita privata. La sua è la prospettiva di chi dovrebbe affrontare le indagini e ci disillude sulla possibilità di arrivare facilmente a una soluzione. Si tratta di un uomo corrotto e molto fragile che cerca di reprimere le proprie insicurezze rivalendosi sui più deboli.
- James: un tossicodipendente invisibile al cittadino medio di Maybrook, che proprio per questa sua condizione di emarginato non vive i preconcetti insiti nella mentalità degli altri personaggi. Questo gli consente di introdursi dove gli altri non possono. Mosso inizialmente dalla ricompensa, James diventa l’involontario catalizzatore della scoperta, l’unico personaggio che, pur con tutti i suoi difetti, scopre la cruda verità del mistero.
- Andrew: noto anche come Marcus Miller, è il Preside della scuola, che inizialmente sembra avere un ruolo marginale all’interno della trama. Si tratta di un uomo gentile e con dei valori classici, intrappolato però nel suo ruolo “istituzionale”. Inizialmente, cerca di mediare tra le accuse dei genitori e Justine, inizialmente accusata dai più. Nonostante appaia come un uomo tutto d’un pezzo, si rivela essere una persona vulnerabile. Andrew è la metafora della vulnerabilità delle istituzioni, difese fino all’ultimo, ma mai completamente impenetrabili. Il preside finisce per essere un facilitatore involontario del male.
- Alex: infine lui, l’unico bambino che non è scomparso. Ne scopriamo la storia piano piano, con l’avanzare del film. Alex rappresenta l’innocenza, sfruttata e messa al servizio del male. Vive più tragedie all’interno del racconto e lo fa in silenzio.
Un Film da non perdere
Come avrete capito, Weapons è uno di quei film speciali che ti tengono sull’attenti per due ore ininterrottamente. Un horror ben costruito, con intrecci tra personaggi, colpi di scena e dubbi irrisolti.
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